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MARKETING

Perché usare il Growth Hacking Marketing per crescere online

In questo articolo ti parliamo di Growth Hacking, il processo di sperimentazione rapida sul prodotto e sui canali di marketing grazie al quale il tuo business può cominciare o continuare a crescere con velocità.

Per alcuni il Growth Hacking è un nuovo modo di chiamare il marketing, per altri non è solo un cambio di vocabolo ma di prospettiva, per altri ancora è un processo del tutto innovativo dato dal cambiamento tecnologico che viviamo.

Con questo articolo proveremo a fare chiarezza.

È ormai palese che il futuro di un’azienda sia in mano al web. Il Growth Hacking è una possibilità in più per tutti i giovani che si affacciano sul mondo del lavoro per imparare le competenze di una delle figure più ricercate dalle aziende, che appunto, scelgono di investire sulla crescita del loro business online.

 

È nato nel mondo della startup e in un certo senso si comporta proprio come essa.

L’arma vincente di questa nuova concezione di marketing è l’atteggiamento. Prendere spunto dalla concezione di crescita della start-up ti permettere infatti di pensare in modo fresco, dinamico, sempre in divenire e ti rende pronto a qualsiasi tipo di cambiamento.

Noi a questo mondo qui siamo particolarmente legati. Pink Different sa cosa significa “farsi da zero”, e Daniele e Donato lo sanno ancora meglio.
Insomma non potevamo non essere attratti da questo mondo, così stimolante e innovativo.
Qui troverai tutti gli step necessari per la creazione di una startup, seguili passo passo e il sogno di creare qualcosa di tuo sarà sempre un po’ più vicino.
Sarà facile? No, per niente, soprattutto se ti butti in un progetto senza conoscerne i pro e i contro. Da qualche parte però dovrai pur cominciare.
Comincia da un garage, da una cameretta, da una roulotte, da qualsiasi cosa tu possa permetterti, ma comincia. Non ci saranno mai venti favorevoli se non sarai tu a dirottare la barca nella giusta direzione. Assumiti il rischio e non rimanere immobilizzato dalla paura, sii la versione migliore di te stesso.

Ora torniamo a noi.

 

Cos’è il Growth Hacking?

Il primo a dare il nome a questo processo, nel lontano 2010, è stato Sean Ellis, imprenditore e consulente di startup statunitense. Ancora oggi, a distanza di 10 anni, i dubbi riguardanti questo metodo sono molti, tant’è che diverse aziende non riescono ad utilizzarlo in modo efficiente per la propria crescita. Sean Ellis, il papà del Growth Hacking a tutti gli effetti, l’ha definito come un processo utile alla crescita esponenziale di un’impresa attraverso l’analisi dei dati, la programmazione e i giusti strumenti di digital marketing.

 

Analizziamo ora le due parole che compongono questo processo.

Growth: vuol dire crescita, ovvero l’obiettivo per cui questo metodo è stato creato, il punto di arrivo è raggiungere risultati tangibili.

Hacking: cioè la capacità di affrontare problemi attraverso il pensiero laterale, ovvero l’osservazione del problema stesso da più angolazioni.

Dal punto di vista grammaticale “to hack” significa “tagliare con l’accetta” o “rompere la superficie”.

 

Cosa fa il Growth Hacker?

C’è una figura professionale, o un team di figure professionali, specifica che si occupa di individuare le tecniche più adatte all’incremento delle conversazioni, della base utenti e di quelle strategie utili per aumentare il traffico. Tutto ciò avviene attraverso test e sperimentazioni continue. Il processo è costituito da tentativi, il Growth Hacker deve scoprire qual è la strada giusta, la più corretta, la più efficiente per il tuo determinato tipo di business e per consentire l’aumento dei clienti e delle vendite.

Le competenze sono diverse e spaziano su vari settori. Il Growth Hacker deve:

  • conoscere le dinamiche interne all’azienda: budget, team, dati generali e scadenze
  • far fruttare il tesoro deiBig data
  • conoscere i principi del digital marketing: SEO, SMM, e-mail marketing e blogging.

Per questo si parla di un vero e proprio processo. Nulla è lasciato al caso, le competenze sono chiare e specifiche.
Immagina il Growth Hacking come un movimento continuo e in divenire che da forma giorno dopo giorno, passo dopo passo, test dopo test, allo scopo per cui hai cominciato ad usarlo.

L’obiettivo di tutto il team è quello di focalizzarsi sulla crescita del business.
Per far si che questo accada bisogna monitorare i risultati.
I dati reali e i numeri in questo metodo contano molto, questo è passaggio fondamentale perché permette di migliorare le proprie performance in corso d’opera e avere la situazione sempre sotto controllo.

 

Quali sono le caratteristiche di questo metodo?

Come ogni metodo che si rispetti – nonostante le probabilità, gli esperimenti e gli intoppi – il Growth Hacking deve avere determinate caratteristiche.

Tutto il processo su cui basiamo il raggiungimento del nostro obiettivo deve essere:

  1. Misurabile

Significa che le prove devono avere e rispettare una metrica ben precisa. Deve essere possibile tracciare il legame causa-effetto tra l’esperimento e la metrica che si osserva.

  1. Ripetibile

Per far si che l’esperimento sia frutto di un risultato concreto, e non passeggero, deve essere replicato più volte, per questo bisogna far in modo di avere le condizioni giuste per poterlo ripetere. Un solo risultato positivo non può essere preso in considerazione, quella determinata strategia deve funzionare sempre.

  1. Scalabile

Il termine scalabile può sembrare simile al “ripetibile”, in realtà non è cosi. Ciò che devi chiederti è: “posso ripeterlo 10 volte e ottenere lo stesso risultato?” E ancora: “posso ripeterlo 100 volte e ottenere lo stesso risultato?” Ecco, questo vuol dire scalabile.

 

Perché fare Growth Hacking è così importante per la tua azienda?

Abbiamo cominciato con l’articolo con l’affermazione “È ormai palese che il futuro di un’azienda sia in mano al web”, ed è vero, per questo possiamo definire il Growth Hacking come “il futuro del marketing delle aziende digitali”.
Anche se preferiremmo dire “è il futuro del marketing delle aziende”.
Siamo d’accordo sul fatto che non essere un’azienda digitale oggi sia un grave errore che comporta diversi rischi?

È cambiato il modo in cui i clienti ricercano un’azienda, il mood che li spinge all’acquisto, i punti di forza su cui un brand deve basare la sua intera strategia.

C’è infatti una differenza sostanziale tra il marketing tradizionale e il metodo del Growth Hacking, e la differenza è facilmente individuabile nel modo di pensare oltre che in quello di agire.

È ora ovvio che la crescita dell’azienda va di pari passo con l’aumento delle vendite.
Lo scopo è proprio quello di attirare i clienti, renderli vicini al tuo brand e condurli all’acquisto.

Nel marketing tradizionale il team si occupa di concentrare l’attenzione su strategie pubblicitarie che spesso comportano costi elevati, e non tutti possono permetterselo, soprattutto le startup.

Il Growth Hacking invece grazie al suo “essere misurabile” e grazie al web, tiene d’occhio gli investimenti, permette di selezionare un target mirato e decidere quindi a chi indirizzare la propria pubblicità. Inoltre se qualcosa non funziona, è possibile cambiarla o modificarla in corso d’opera.

 

Sai che hai già visto il Growth Hacking in azione?

 Diverse aziende, diventate oggi famose e facilmente riconoscobili, hanno avuto un ruolo esemplare nell’aumentare l’importanza della disciplina del Growth Hacking.
I case study sono molteplici: Hotmail, Twitter, Airbnb, YouTube, Facebook, Dropbox etc…

 

Ti sei mai chiesto perché Uber, la società di trasporto privato più grande al mondo, non possiede neanche un’auto? O perché Airbnb, il più grande servizio di alloggi, non possiede neanche un appartamento?
Queste realtà sono la prova concreta che anche le piccole aziende possono affacciarsi sul mercato e affermarsi con risultati incredibili.

Capiamo come con l’esempio di Airbnb.

Almeno una volta nella vita ti sarà capitato di usare l’app o di visitare il sito web.
La piattaforma aiuta a trovare stanze e interi appartamenti in affitto per quando siamo lontani da casa, per viaggi di relax o di lavoro. Un punto a suo vantaggio è sicuramente il fatto che non ha niente a che vedere con un hotel classico a cui siamo abituati. Infatti nel 2012, dopo 5 anni dal lancio del sito web, contava alloggi in oltre 26.000 città in 192 paesi e raggiunse 10 milioni di notti prenotate in tutto il mondo.

 

Come è cominciata l’ascesa di Airbnb?

Per aumentare il flusso di navigazione sul sito web e ampliare il bacino dei clienti bisognava sottrarre traffico da qualche altra piattaforma. Così hanno analizzato il mercato e confrontato i loro servizi con quelli dei competitor. Tra le varie ricerche individuarono Craigslist, un portale che ospitava annunci e offerte di ogni tipo, ma ovviamente ciò che mancava all’interno di quel portale era un target di riferimento preciso. Con un messaggio diretto Airbnb ha chiesto alle persone di ri-condividere gli annunci degli alloggi anche su Craigslist, passando comunque sul sito per un eventuale prenotazione.

 

Tutto questo per dirti che, anche se sei solo all’inizio, individuare i tuoi punti di forza può esserti utile per costruire una strategia di successo, allo stesso modo studiare il mercato, capire cosa manca o cosa puoi offrire di diverso renderà il tuo business più appetibile, unico e scalabile.

 

Avevi mai sentito parlare di Growth Hacking e dell’uomo che ha coniato questo termine?
Conosci altre aziende che hanno avuto successo grazie a questo metodo?

 

Ti aspettiamo nei commenti per saperne di più, e grazie per essere arrivato fin qui!

 

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