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STORIE DI SUCCESSO

Whitney Wolfe: da tinder a bumble

Questa rubrica di “Storie di successo” è stata pensata principalmente per un motivo: ISPIRARTI. Ognuna di queste storie può lasciarti qualcosa, sta a te coglierne il senso più profondo per trovare la tua personale chiave di volta.

Oggi ti parliamo di Whitney Wolfe, ex co-founder di Tinder e founder di Bumble, un’app di incontri che da voce alle donne.  

  

CHI ERA WHITNEY WOLFE PRIMA DI CREARE BUMBLE?

Whitney Wolfe a 23 anni ha preso parte al team, composto da cinque persone, che a Los Angeles nel 2012, ha fondato Tinder, senza sapere che sarebbe poi diventata un’app super utilizzata: il social network infatti conta circa 5,9 milioni di abbonati e 50 milioni di utenti.

È stata proprio Whitney a scegliere il nome dell’app, Tinder, che fa riferimento ai legnetti secchi per accendere il fuoco, quasi a ricordare una scintilla, quella che dovrebbe appunto scattare durante le conversazioni.

 

Dopo due anni è costretta a lasciare l’azienda per via di una relazione finita male con uno dei quattro soci (tutti uomini!), Justin Mateen, che ha iniziato a insultarla e molestarla.

Whitney però di lasciarsi mettere i piedi in testa non ne aveva alcuna intenzione, ha denunciato per molestie sessuali sia Mateen, sia il presidente di Tinder Sean Rad, e li ha accusati di averle revocato il titolo di co-founder in quanto donna.

 

“È da troia essere fondatrice di un’app per appuntamenti come Tinder”, le aveva detto l’ex fidanzato.
Il caso giudiziario si è concluso con un accordo che ha assegnato alla Wolfe 1 milione di dollari e percentuali in Tinder.


Soprusi e disparità sono ovunque, negli Stati Uniti come in Italia.

Il mondo è ancora comandato da uomini.
Si, è vero, c’è stata un’evoluzione, ma l’ineguaglianza salariale ad esempio ancora c’è.
Così come altri atteggiamenti folli e disgustosi in ambito lavorativo.

 

Spesso pensiamo, in modo del tutto errato, all’aggettivo “femminile” come a un qualcosa di delicato, debole e fragile.
Noi di Pink Different non intendiamo assolutamente questo, per femminile intendiamo dolce, forte e capace.
Leggera nei modi e potente nelle azioni, come solo una donna sa essere.

Non a caso il nostro logo rappresenta un cuore.

Crediamo fortemente nella gentilezza, nei rapporti umani e nell’empatia che unisce le persone, anche in ambito lavorativo.
Nel sorriso e nel grazie.
Negli abbracci e nella gratitudine.

 

La co-founder di Tinder, con un grande coraggio, ha dato un nome al suo incubo e l’ha reso reale e concreto. Oggi è conosciuta come la “donna che si rifiuta di essere silenziata dagli uomini”.

 

COME È NATA L’IDEA DI BUMBLE?

L’app nasce dall’esperienza di Whitney e l’ha creata per far si che il potere decisionale passasse alle donne.

L’idea che siano gli uomini sempre a dover fare il primo passo è antiquata – ha detto la Wolfe in una recente intervista a Inversion & Finanzas – è assurdo che possiamo girare il mondo da sole, fondare le nostre società, ma se mandiamo noi un messaggio a un uomo facendo il primo passo sta male“.

 

Su Bumble infatti sono le donne a fare il primo passo, cioè a inviare il primo messaggio all’utente a cui sono interessate.

Troppo spesso le donne sono costrette a leggere insulti e messaggi misogini nel momento in cui rifiutano un uomo, e questa infatti è una delle tante critiche mosse a Tinder, che non protegge in alcun modo i suoi utenti.

 

Come mai un’app di incontri, una delle tante in circolazione, ha avuto così fortuna?

Perché più che ai dati ciò su cui ha investito è stato il messaggio da lanciare.
L’applicazione, che ha come simbolo un’ape, più che un’app di incontri è un manifesto femminista.
Le donne si sono sentite capite e Whitney ha avuto la sua rivincita.

 

Il team di Bumble è costituito prevalentemente da donne.

«Ho cominciato assumendo tre ragazze, quasi senza esperienza. Lo stipendio non era una priorità, ci facevamo pubblicità scrivendo con i gessi sui marciapiedi dei campus e travestendo il mio labrador da ape, il nostro simbolo.»

Insomma una strategia di guerriglia marketing per farsi amare dal pubblico femminile e non.
I 30 milioni di utenti, infatti, non sono di certo un caso.

Whitney Wolfe ha fatto centro e le donne apprezzano il modo in cui ha vinto la sua battaglia.

 

COSA PUOI PRENDERE DA QUESTA STORIA: 

  1. NON RIMANERE IN SILENZIO
  2. PUOI SVEGLIARTI DA UN INCUBO
  3. DIFENDI LA TUA PERSONA
  4. CREA QUALCOSA CHE POSSA AIUTARE GLI ALTRI

 

Secondo Bloomberg, Bumble sta per preparare la sua IPO, un’offerta pubblica iniziale per farsi quotare in borsa, per l’inizio del 2021, con una valutazione compresa tra i 6 e gli 8 miliardi di dollari.

Nel 2019 Bumble è la seconda app di dating più popolare negli USA.

 

Credere in un’idea, investire tempo e denaro per darle forma e identità è appagante.
Credere in un’idea, difenderla e vederla d’improvviso così grande e condivisa,
è straordinario.

 

Non riesci a immaginare di poter creare qualcosa di straordinario? Di essere unico?
Noi invece ci crediamo fortemente.
Hai voglia di metterti in gioco? Vuoi entrare nel nostro team?
Scrivici se:

  • hai qualità compatibili ai progetti su cui lavoriamo
  • non hai particolari competenze specifiche, ma una gran voglia di cercare il tuo x-Factor!

 

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